Severosso

Descrizione:

Severosso ha una parcella dedicata all’interno del vigneto collinare. È la parte più antica, la stessa che curava mio padre, e le viti hanno 50 anni (attualmente la media di vita massima in Italia è tra i 15/25). Le vigne vecchie portano a maturazione un’uva di buon livello anche nelle annate più sfavorevoli ma producono poco. Cioè sono qualitativamente più costanti e capaci di eccellere in qualità ma quantitativamente sono più deboli. I pregi dei vecchi vigneti sono nella maggiore capacità di adattarsi alle avversità climatiche, soprattutto la siccità prolungata perché succhiano acqua dagli strati profondi del terreno grazie al loro apparato radicale più esteso. Questo rende più costante il livello qualitativo dell’uva e del vino. Le viti vecchie sono meno attaccate da oidio e acari; i vini sono più complessi, concentrati e meno varietali per cui emergono gli elementi di mineralità che spesso, nei vini ottenuti da vigneti giovani sono sovverchiati dall’impronta del frutto.  Questa età riesce inoltre a dare ineguagliabile complessità, eleganza in varietà tardive come il Cabernet  Sauvignon.
Il vigneto Severosso ha un allevamento a spalliera, ha una densità di 3,5 mila ceppi/ha e la resa è di circa 60 q/ha.

Caratteristiche organolettiche:

Rosso rubino con riflessi granati. Profumi molto delicati di viola, ciliegia, mora, con sentori di spezie come pepe nere, tabacco, noce moscato con dei rimandi a sensazioni balsamiche di eucalipto e menta. In bocca è equilibrato e fine con una raffinata lunga persistenza.
Si abbina a piatti delicati e non troppo strutturati di pesce e carne e anche con formaggi di media stagionatura.

Premi: